Esprimiamo il cordoglio di Arci Puglia per la tragedia che ha colpito località “La Pescia” questa notte, con la morte di un ventenne bulgaro tra le fiamme della sua baracca. È enorme la nostra indignazione per lo stato di insostenibile degrado nel quale versa il “ghetto dei bulgari”, dove donne, uomini e moltissimi bambini sopravvivono alla mercé dei caporali per servire meglio il profitto delle aziende ortofrutticole della zona.

Quello di “La Pescia” è un insediamento totalmente improvvisato, fatto di baracche di plastica, cartoni, metalli, collocato in un territorio ormai estraneo ad ogni rispetto della legge, ai diritti dei lavoratori, alla decenza e al vivere civile. È intollerabile che la Puglia non riesca a fare altro che restare a guardare. L’esistenza vecchia di decenni di luoghi come Borgo Mezzanone e la vicina Rignano Garganico in cui permangono i braccianti agricoli stranieri non può e non deve portarci all’assuefazione!

Come Arci chiediamo alle istituzioni locali, dai Comuni alla Regione, alla Prefettura, alle forze politiche nazionali di lavorare perché venga strutturato un sistema di accoglienza dignitoso per la manodopera agricola del foggiano, perché la situazione è andata oltre ogni possibile tolleranza. Siamo disponibili, attraverso le nostre strutture territoriali, a mettere a disposizione la nostra esperienza nel campo dell’accoglienza dell’interazione tra migranti e comunità locali per raggiungere l’obiettivo di cancellare dal suolo pugliese la vergogna dei ghetti.

Davide Giove Presidente Arci Puglia

Anna Caputo Responsabile immigrazione e asilo Arci Puglia

Domenico Rizzi Presidente Arci Foggia