E' partita in questi giorni la campagna "Il trapezista gigante", ovvero l'affissione di manifesti 6x3 a sostegno della campagna di tesseramento 2015 di ARCI Bari e BAT #liberidivolare (quello nella foto è quello davanti al liceo Socrate a Bari).

In tanti già li avete incontrati per strada e tutti ci state rimandando la vostra emozione nel riconoscerli.

Allora il prossimo passo è questo: fotografateli e condivideteli sui social con l'hastag #seiperselfie 

Mercoledì 25 febbraio 2015 presso il circolo Capafresca, una bella occasione di riflessione e di discussione.

Intervengono il presidente regionale, Davide Giove e il presidente del territoriale di Bari, Luca Basso.

Un contributo di Francesco Lorusso dopo l'iniziativa del 29 novembre promossa dal Comitato "28 novembre", ARCI Bari, CGIL Bari, ANPI e Rete della conoscenza.

Che legame c’è tra la militanza antifascista degli anni 70 e quella dei nostri giorni? Su questa domanda ci siamo incontrati e abbiamo discusso in occasione dell’anniversario della scomparsa di Benedetto Petrone. Vecchie e nuove generazioni a confronto, per riscoprire i valori e le pratiche che uniscono tempi lontani, nella prospettiva di proseguire il cammino che accomuna tutti noi.

Il ricordo è importante, raccontare quei giorni, quel tragico e vigliacco assassinio che costò la vita a un ragazzo, serve a tener viva la memoria, non relegare episodi a una sorta di archivio di lotta, buono solo per una rituale celebrazione, una liturgia della militanza che non può stimolare chi quei giorni non li ha vissuti.

Cosa può e deve fare la comunità antifascista per aprire gli occhi dei giovani? Innanzitutto parlare con essi, non da maestra, ma da interlocutrice. L’esperienza fa scuola, ma occhi nuovi e giovani possono dare una visione critica e innovativa di problemi tutt’altro che risolti. Viviamo in un periodo di oppressione e fascistizzazione della società. Sotto nuove spoglie rifiorisce lo stesso germe della reazione, del servilismo al potere e non al popolo. In tempi di crisi rinascono i cani da guardia, per un sistema che più è in difficoltà più fa ricadere le sue contraddizioni e la sua violenza sui cittadini. Il fascismo è cambiato, ma non ha perso la sua natura. Ora le camicie nere sono in giacca e cravatta. Li troviamo nel mondo delle istituzioni, della finanza, delle forze dell’ordine. La resistenza a tutto ciò nasce dall’unione e dalla solidarietà.

Benedetto può avere ancora quella capacità di unire le lotte e la militanza antifascista, anche per chi non l’ha potuto conoscere. E può farlo facendosi conoscere per bocca di chi gli era accanto, i compagni e la famiglia. In questo spirito è nato l’incontro tra le diverse anime che vi hanno partecipato. Di Benedetto e le sue battaglie se n’è parlato tanto, della sua militanza e la sua vita politica molti ne hanno scritto. Ma il desiderio mio era quello di sapere chi fosse come persona, nella vita quotidiana e nella propria famiglia. La sorella Porzia, ha accolto questa richiesta e ha voluto raccontarmi che persona fosse, la generosità e l’affetto che aveva e che riusciva a farsi avere da chi gli era accanto.  E’ stato un momento toccante, le parole che arrivavano direttamente da chi ha sofferto più di tutti ma che è stata capace di tradurre il dolore in azione politica.

Ha spiegato in modo semplice la lezione più importante. La lotta e gli ideali antifascisti non nascono semplicemente da letture o ideologie, nascono dal lato umano delle persone. Se si è mossi da amore per il prossimo, da sentimenti di giustizia, da affetto per i propri cari e i propri compagni, l’antifascismo è solo la diretta conseguenza. Un’espressione di insofferenza verso le ingiustizie e la violenza reazionaria del sistema. Uno spirito di solidarietà nella difesa contro l’oppressione verso i più deboli. Questa è la lezione di Benedetto. Una lezione che va oltre quell’oscuro giorno di 37 anni fa, oltre i confini della nostra città, oltre le generazioni che si susseguono.

E così “Benny è vivo e lotta insieme a noi”, non è più uno slogan, è diventato realtà.

ARCI Bari sarà presente con uno stand per parlare i accoglienza e asilo.

ARCI Bari è presente sul territorio con due progetti SPRAR a Putignano e a Noci. La partecipazione con uno stand a una delle manifestazioni piùimportanti di quel comprensorio sarà l’occasione per diffondere materiale informativo sul diritto d’asilo, sui progetti d’accoglienza SPRAR e sui temiconnessi.

Il programma prevede la presenza di operatori di ARCI Bari con il materiale informativo, la mostra itinerante, laboratori interculturali (in piazza) rivolti ai bambini e musica (percussioni) a cura dei beneficiari.

Quest’anno, per la prima volta, anche il Comitato territoriale ARCI di Bari ricorderà l’assassinio di benedetto Petrone, lo studente lavoratore di Bari vecchia ucciso da una squadraccia missina il 28 novembre del 1977.

Prosegue così il percorso di collaborazione con CGIL Bari, ANPI e IPSAIC per la creazione di momenti ri riflessione e ricordo sui temi della resistenza e dell’antifascismo in terra di Bari.