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Come ogni anno dal 2004, l’ARCI organizza dei campi rivolti a volontari provenienti da tutta Italia sui terreni confiscati alle mafie.

La filosofia dei ‘Campi della Legalità’ è restituire i beni confiscati alla comunità, renderli vivi e produttivi, animarli con iniziative formative ed informative sulla difesa della democrazia e della giustizia sociale. Una pacifica occupazione di questi spazi da parte di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una società libera da pratiche mafiose e corruttive.

Giunti all’undicesima edizione, i Campi 2017 saranno attivi in ben otto regioni italiane.

Quest’anno in Puglia il Campo è organizzato in collaborazione con l’associazione Libera, CGIL, SPI-CGIL, FLAI-CGIL, l’associazione AUSER e la Rete della Conoscenza Puglia. L’iniziativa si svolgerà a Tuturano, frazione del Comune di Brindisi, in una struttura che sorge su un terreno confiscato alla Sacra Corona Unita e che, attualmente, ospita un centro SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestito dalla Cooperativa sociale a mutualità prevalente ‘Solidarietà e rinnovamento’, anch’essa partner dell’iniziativa.

‘Ti scrivo l’antimafia…’ è rivolto ai ragazzi ed alle ragazze di età compresa tra i 16 ed i 35 anni e consiste in un laboratorio giornalistico finalizzato a creare un reportage, sotto la supervisione di professionisti del settore, grazie ad un percorso itinerante tra le provincie di Bari, Brindisi e Lecce che metterà in luce criticità e punti di forza dell’antimafia sociale.

Oltre agli incontri informativi ed ai laboratori formativi - strutturati in maniera interattiva e non formale con il coinvolgimento della giornalista Tea Sisto e dell’esperto in comunicazione sociale e social media Gianluca Sciannameo - e alle testimonianze dirette che si incontreranno lungo questo viaggio, non mancheranno i momenti di svago e divertimento per una settimana difficile da dimenticare.

Ti scrivo l’antimafia si svolgerà dal 26 giugno al 2 luglio. Per prenotazioni scrivere all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare alla referente Mariagrazia Pinto al numero 3284221868

Continua l'attività dei circoli ARCI nella provincia di Brindisi!

Anche nel mese di giugno eventi musicali, cinematografici, teatrali e artistici continueranno a ravvivare ed allietare le giornate sul territorio.

L'elenco, in continuo aggiornamento, è assolutamente da tener d'occhio:

- giovedì 1 giugno - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): dopo 6 mesi ritorna il ting prettamente Reggae/Danzhall targato ArciRoots, RING di ALARM. A portare le sonorità dall'isola caraibica PUSHMAN, uno dei soundkillah più affermati a livello nazionale e non. Per info clicca qui

- martedì 6 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): il tema della rassegna "Cinecronici" di questo mese sarà "sogno e realtà". L'ingresso sarà riservato come sempre ad i soci ARCI ed il costo del biglietto sarà di 3€. In piazza Orsini del Balzo 9, alle ore 20.30, il primo film sarà "Io & Annie" di Woody Allen (USA 1977, commedia, 94 min.)

- lunedì 12 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): per il tema “sogno e realtà” della rassegna Cinecronici, in piazza Orsini del Balzo 9 alle ore 20.30, verrà proiettato il film  “Figli delle stelle” di Lucio Pellegrini, con Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli. Ingresso 3€ riservato ai soci ARCI.

- martedì 20 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): alle ore 20:30 in piazza Orsini del Balzo 9, per il tema “sogno e realtà” della rassegna Cinecronici, verrà proiettato il film “L’amore non basta” di Stefano Chiantini, con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Tiberi, Rocco Papaleo, Marit Nissen, Alessandro Haber. Ingresso 3€ riservato e ai soci Arci.

- venerdì 23 giugno - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): Cellino San Marco ospita la sesta tappa del Freestyle rap contest organizzato da Da Mic Dojo in collaborazione con ARCI Roots. Per info clicca qui

- domenica 25 giugno - Circolo ARCI La Factory (San Pietro Vernotico): Dalle ore 10, sui muri del PALASPORT di Via Ancona, ci sarà la Cat Krew e il meglio della scena salentina e non per PESCHE FRESCHE Vol.2 Collateral Art Project | Graffiti Convention, un altro evento di graffiti e cultura Hip Hop! Per info clicca qui

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Dopo aver conosciuto il Circolo ARCI Roots di Cellino San Marco, per la rassegna ‘Raccontarci’ siamo andati a Mesagne. Dopo esserci persi per i vicoletti del centro storico, siamo arrivati in Piazza Criscuolo, una raccolta piazzetta che ospita il circolo ARCI La Manovella.

La nostra attenzione è stata subito rapita dalla laboriosità di Laura e Stefania alle prese con un attacco di ‘giardinaggio creativo’. Un pannello con travi di legno, abbellito da vasi di piante e fiori con occhi e bocca dipinte, a segnalare che nello spazio che stavamo per visitare è possibile condividere e scambiare libri e fumetti. Di fronte la porta d’ingresso, anch’essa oggetto delle attente e minuziose cure di Gabriele, il vicepresidente del circolo.

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Una volta entrati nel locale leggermente interrato siamo rimasti subito travolti dal calore dell’ambiente, ben inserito nel contesto del centro cittadino, con richiami alle tradizioni della nostra terra mescolati a quelli etnici e della cultura africana. I sorrisi che ci hanno accolto, ci hanno fatto subito sentire a casa.

Ad attenderci c’era il presidente del circolo, Giuseppe Aresta, col quale è iniziata una lunga ed interessante chiacchierata.

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Il circolo ARCI La Manovella ha una lunga storia, essendo nato nel 2008 come associazione culturale di promozione sociale per favorire la lettura attraverso la mostra, il prestito e lo scambio di fumetti e libri, nuovi e usati.

Col tempo, l’associazione è cresciuta incrementando il proprio raggio d’azione in campo teatrale, cinematografico, musicale ed artistico, grazie al contributo dei numerosi soci ed alla collaborazione con le altre realtà attive sul territorio nei medesimi settori. La Manovella ospita spesso esposizioni artistiche e concerti di musica dal vivo.

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Negli ultimi anni il circolo si è dedicato all’organizzazione di corsi di lingua straniera e di lingua italiana per migranti, oltre a corsi d’insegnamento di strumenti musicali, a corda come la chitarra ed il violino e a percussione come il tamburello ed il djembè. Ciò ha favorito pratiche di cittadinanza attiva e partecipazione dal basso, creando una rete sul territorio che ha permesso lo sviluppo di numerose relazioni interpersonali.

Il fermento e la dinamicità dei tanti soci che vivono lo spazio, porta all’emersione di idee e proposte sempre nuove. L’intenzione è quella di rafforzare l’impegno associativo in attività formative e incontri culturali, che molto già hanno dato al circolo, e nello sviluppo di laboratori indirizzati ai più piccoli.

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È difficile comunicare per iscritto le vibrazioni positive che ci ha trasmesso quel luogo e le belle persone che lo animano. Possiamo però assicurare che, tra un racconto e l’altro, si è fatta sera prima che potessimo accorgercene.

Andare a La Manovella fa venir subito voglia di tornarci.

 

Luca Ruggiero - foto di Nicola Giulivo

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Continua l'attività dei circoli ARCI nella provincia di Brindisi!

Anche nel mese di maggio eventi musicali, cinematografici, teatrali e artistici continueranno a ravvivare ed allietare le giornate sul territorio.

L'elenco, in continuo aggiornamento, è assolutamente da tener d'occhio:

- venerdì 5 maggio - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): la nuova rassegna “Cinecronici” in questo mese tratterà il tema “la scoperta”. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno in piazza Orsini del Balzo 9. S’inizierà con il film: “L’ospite inatteso”di Tom McCarthy(USA 2008, commedia, 104’). Ore 20:30 aperitivo, ore 21:00 introduzione a cura della sceneggiatrice Anna Rita Pinto e proiezione film.

- sabato 6 maggio - Il Circo della Farfalla (Francavilla Fontana): Sedicesimo appuntamento del ButterfLive 2016/2017 con Something for Us (opening act Smellinote). Per info clicca qui

- mercoledì 10 maggio - Piazza del Popolo (San Pietro Vernotico): Il 10 maggio l’Arci organizza iniziative in tutta Italia per la promozione della lettura. In questa data dal forte valore simbolico, l’Arci intende avviare iniziative in tutta Italia per la promozione della lettura con il titolo No Rogo. ARCI Brindisi, in collaborazione con il circolo LaFactory Arci e il gruppo informale "Caffè Letterario", organizza "Libri in Piazza". "Libri in piazza" vuole essere soprattutto un momento di festa mirato a stimolare la curiosità dei più piccoli avvicinandoli alla lettura e alla magia dei racconti. Per info clicca qui

- venerdì 12 maggio - Circolo ARCI La Manovella (Mesagne): Festassemblea in cui scambiarsi consigli, proposte e collaborazioni. I diversi artisti che da sempre collaborano con l’associazione arricchiranno la serata con le loro esibizioni. Per info clicca qui

- venerdì 12 maggio - Circolo ARCI Eliogabalo (Fasano): si fa "molto rumore per nulla": sul palco i MalClangoun trio romano autore di un noise-rock molto muscolare e tribale. Prima di loro gli Skingarovun trio barese Math rock / Spasm rock. Per info clicca qui

- sabato 13 maggio - Il Circo della Farfalla (Francavilla Fontana): Diciassettesimo appuntamento del ButterfLive 2016/2017 con gli Stash Raiders. Per info clicca qui

- sabato 13 e domenica 14 maggio - Chiostro dei Minori Osservanti (Fasano): terza edizione di Clockstop-Meeting Internazionale Musica Improvvisata ideato e sviluppato dall'Associazione Culturale White Noise Generatorrealizzato in collaborazione con Eliogabalo Circolo Arci Fasano e TrackZero Music Innovation Lab, grazie al patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano. I concerti, aperti al pubblico e ad ingresso gratuito, vedranno la partecipazione di musicisti improvvisatori e di musicisti che portano avanti la propria ricerca nell’ambito della musica elettronica, provenienti da diverse parti del mondo. Per info clicca qui

- domenica 14 maggio - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): Per la rassegna “Cinecronici” di maggio, che in questo mese tratta il tema “la scoperta”, in programmazione “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio (Italia, Francia, Germania 2004, drammatico, 105’), con Kim Rossi Stuart, Andrea Rossi, Charlotte Rampling, Pierfrancesco Favino. L'appuntamento si svolge in piazza Orsini del Balzo 9. S’inizia alle ore 20:30 con l’aperitivo e si prosegue alle ore 21:00 con l’introduzione e la proiezione del film in cartellone curato della sceneggiatrice Anna Rita Pinto.

- domenica 14 maggio - Il Circo della Farfalla (Francavilla Fontana): Il Bacio di Pablo - Reading di poesie di Pablo Neruda (lettura: Grazia Anastasia; sax alto: Fabio Delvò). Per info clicca qui

- giovedì 18 maggio - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): Nuova data incentrata unicamente sull'HIP HOP CULTURE. Il format si presenta da solo, il nome è: **SENTI CHE GROOVE** interamente dedicato alla cultura di strada, ai cantanti emergenti (e non) e al rap attitudinale. Per info clicca qui

- domenica 21 maggio - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): Per la rassegna “Cinecronici” di maggio, in piazza Orsini del Balzo 9, il prossimo film in programmazione è “La comunidad” di Álex De la Iglesia (Spagna 2000, commedia noir, 105’) con Carmen Maura, Eduardo Antuña, Jesús Bonilla, Paca Gabaldón. S’inizierà alle ore 20:30 con l’aperitivo e si proseguirà alle ore 21:00 con l’introduzione e la proiezione del film curata da Anna Rita Pinto.

- domenica 21 maggio - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): Alle ore 18.30, Isabella Monte presenterà il suo primo romanzo dal titolo "Le briciole sul tavolo" presso la sede in via M. D'azeglio 16. L'autrice dialogherà con l'editore Fabio Carbone (Ofelia Editrice). Per info clicca qui

- venerdì 26 maggio - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): Per la rassegna “Cinecronici” di maggio, in piazza Orsini del Balzo 9, il prossimo film in programmazione è “Dogville” di Lars von Trier (Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia 2003, drammatico, 165’), con Nicole Kidman, Lauren Bacall, Ben Gazarra, Harriet Andersson. S’inizierà alle ore 20:30 con l’aperitivo e si proseguirà alle ore 21:00 con l’introduzione e la proiezione del film curata da Anna Rita Pinto.

- sabato 27 maggio - Circolo ARCI Eliogabalo (Fasano): Mettete insieme l'epico immaginario dei Samurai, poesie Haiku e i Primus che tributano Meshuggah e Yes. Avete capito, no? Ecco, questo è BUSHI — nuovo progetto di Alessandro Vagnoni di BOLOGNA VIOLENTA — e sabato 27 maggio suonerà all'Eliogabalo. In apertura, T€GU. Per info clicca qui

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Nella prima parte dell’approfondimento abbiamo preso in considerazione diverse ricerche che ci permettono di valutare l’entità del fenomeno migratorio. Contrariamente alla percezione comune, i dati dimostrano che solo una piccola parte dei migranti e dei rifugiati sono diretti in Europa. In particolare, l’Italia ne accoglie meno di moltissimi altri Paesi del Vecchio Continente. Nel complesso, la percentuale dei migranti sulla popolazione italiana ed europea è veramente minima.

Si sono approfondite le reali cause che spingono le persone a partire, a cominciare dalla situazione di instabilità socio-economica, ai violenti conflitti e le limitazioni delle libertà individuali e collettive presenti nei Paesi africani, i cui migranti rappresentano la percentuale più elevata tra coloro che arrivano sulle coste italiane. Si è dimostrato come la proposta di aiuti internazionali si limiti ad essere uno spot elettorale, mentre in politica estera si operi in direzione opposta rispetto a ciò che si proclama.

Si è verificato che solo una piccola parte dei migranti professa la religione islamica (la maggioranza è cristiana) e che quindi, anche se nell’incontro tra culture non si vedesse un’opportunità di arricchimento reciproco, i ‘valori occidentali’ non sono a rischio. Abbiamo osservato che, in realtà, i migranti delinquono percentualmente meno degli italiani e che, addirittura, gli italiani all’estero sono di più dei rifugiati presenti sul suolo nazionale.

Insomma, si è potuto concludere che non c’è alcuna invasione.

Proseguiamo adesso ponendoci un altro quesito che può far comprendere meglio la situazione reale e quanto la disinformazione, spesso, la faccia da padrona.

 

Quanto ci costa?

Gli stranieri contribuiscono al PIL italiano con il loro lavoro per l’11%, mentre per loro lo Stato stanzia meno del 3% dell’intera spesa sociale. Uno studio dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico mostra che tra il 2007 ed il 2009 in quasi tutti i Paesi europei le famiglie immigrate hanno versato più tasse e contributi di quanto abbiano ricevuto in servizi e sussidi. Ciò è dovuto prevalentemente a questioni demografiche: la maggioranza dei migranti è in età lavorativa e non grava molto sulle casse dello Stato che le ospita, ad esempio sul sistema sanitario e su quello pensionistico.

L’età media dei lavoratori stranieri è di 31 anni, mentre quella degli italiani è di 44 anni. Solo nel 2025 gli stranieri pensionati saranno 1 ogni 25, mentre già oggi gli italiani pensionati sono 1 su 3. Praticamente i sussidi versati dagli immigrati (che ammontano a circa 9 miliardi) pagano le pensioni degli italiani. La presenza straniera contribuisce alle pensioni per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) con un gettito che nel 2015 è stato di 10,9 miliardi, mentre i cittadini non comunitari titolari di contributi IVS gravano solo per lo 0,3% sul totale delle pensioni. Nonostante l’aumento fisiologico annuale dei nuovi beneficiari, le proiezioni dimostrano che il differenziale rispetto agli italiani resterà elevato ancora per parecchi anni a beneficio delle casse previdenziali.

Sfatiamo un altro luogo comune: i migranti non ci rubano il lavoro. Lo dimostrano ben 27 ricerche pubblicate tra il 1982 ed il 2013; non vi è alcun impatto sui salari degli italiani.

La maggioranza di queste 27 indagini scientifiche che analizzano gli effetti dell’immigrazione sugli stipendi degli autoctoni assegna all’aumento del numero dei migranti un’incidenza media che oscilla tra lo -0,1 e l’1: un impatto, cioè, prossimo allo zero. Secondo gli studiosi, gli effetti non sono negativi perché ciascun lavoratore aggiusta la propria offerta alla situazione. Nel mondo lavorativo è sbagliato pensare che si gareggi per un numero finito di posti e che quindi l’arrivo di nuova forza lavoro sottragga opportunità. Le dinamiche sono molto più complesse perché la società non è uno statico monolite ma è in continua evoluzione e tramite la specializzazione settoriale, dettata dalle inclinazioni e dalle capacità, spesso si riescono a compensare carenze ed aprire nuovi spazi. Senza contare che l’incontro tra realtà diverse può portare a nuove idee e alla creazione di posti di lavoro che altrimenti non sarebbero esistiti.

Nei Paesi europei le analisi statistiche riportate dall’Istituto Universitario Europeo mostrano che l’immigrazione e la disoccupazione non vanno di pari passo, ma addirittura si muovono in direzione opposta. I ricercatori spiegano che “un mercato del lavoro che funziona bene crea occupazione sia per i migranti, sia per gli autoctoni che, in molti casi, non sono in competizione diretta”. La Banca d’Italia scrive: “la crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”; questo perché ha colmato un vuoto provocato da fattori demografici.

Ad ulteriore conferma di quanto si è detto, l’Istat mostra come gli immigrati tendano a lavorare in aree differenti da quelle degli italiani. Ad oggi, solo il 6,8% degli immigrati svolge professioni qualificate, mentre il 35,9% è impiegato in lavori non qualificati ed il 30% lavora come operaio. I dati evidenziano quanta strada si debba ancora fare per l’inclusione, l’abbattimento delle barriere all’ingresso e ogni forma latente di discriminazione. A sostegno di ciò, le rilevazioni sulla retribuzione netta mensile, che è decisamente inferiore rispetto a quella degli italiani con uno scarto del 28,1% che si allarga ulteriormente tra le lavoratrici.

Bisognerebbe dedicare un capitolo a parte al Mezzogiorno, dove la guerra tra poveri, le minori opportunità, un salario medio più basso, la scarsa regolamentazione in alcuni settori e la piaga del lavoro nero rendono la situazione complessiva più difficile. Problematiche che non hanno certo origine nelle recenti ondate migratorie, ma affondano le loro radici nella storia del nostro Paese, nel Sud come territorio di conquista nel quale le risorse vengono sfruttate ma i benefici vi rimangono in minima parte, nella mancanza di politiche serie per il Mezzogiorno da parte del governo centrale.

Dal punto di vista fiscale, secondo le stime di uno studio della Fondazione Moressa, in Italia, come nel resto d’Europa, i lavoratori stranieri pagano più tasse rispetto a ciò che ricevono come prestazioni.

Nel 2016, anche se i cittadini non comunitari sono diventati perlopiù lungo-soggiornanti (62,5) senza essere più costretti a lasciare l’Italia in caso di perdita del posto di lavoro, non ci si trova davanti ad una massa di assistiti. Questo perché è maggiore il loro apporto al sistema fiscale italiano, rispetto alla spesa pubblica sostenuta a loro favore: il bilancio è di 2,2 miliardi di euro in favore delle casse dello Stato.

I dati sono sempre della Fondazione Moressa che, confrontando la spesa pubblica impiegata per gli immigrati (14,7 miliardi) e gli introiti da loro assicurati all’erario (16,9 miliardi), fa emergere come per l’Italia vi sia un utile complessivo di 2,2 miliardi di euro.

Concentriamoci ora sui costi dell’accoglienza, ambito in cui la disinformazione probabilmente dà il proprio meglio.

L’accoglienza dei rifugiati dovrebbe svolgersi all’interno del sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestito dal Servizio Centrale/ANCI con fondi del Ministero dell’Interno. Gli enti locali, titolari del progetto, ricevono la copertura finanziaria dal Ministero e assicurano il rispetto di determinati standard di accoglienza. Il sistema SPRAR è finanziato dal Ministero per il 95%, che attinge le risorse dal Fondo Nazionale per le Politiche ed i Servizi dell’asilo, devolvendo agli enti locali, non ai rifugiati, delle somme basate sulla stima di circa 35 euro al giorno, necessari per la gestione del servizio di accoglienza di un migrante adulto.

I posti per l’accoglienza ordinaria nel sistema SPRAR sono pochi rispetto alle esigenze reali. Sempre più spesso il Ministero chiede ai Comuni di individuare nuove soluzioni per decine di richiedenti asilo, scatenando le proteste degli amministratori locali.

Quando i posti SPRAR sono insufficienti, come è accaduto sistematicamente negli ultimi anni, entrano in gioco i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) per i quali sono valutate tutte le offerte di posti letto, anche quelle provenienti da cooperative, albergatori o altri soggetti privati. Poiché l’accoglienza non può costare più di 35 euro al giorno per persona, si intuisce che le sistemazioni non saranno in hotel a 5 stelle. Si potrà trattare di alberghi dignitosi, non certo lussuosi.

Nei bandi indetti per reperire posti CAS, le prefetture offrono la cifra massima di 35 euro per persona al giorno, riservandosi di aggiudicare i bandi col criterio del massimo ribasso. Ai richiedenti protezione internazionale spetta solo il pocket money, cioè massimo 2,50 euro al giorno a persona fino ad un massimo di 7,50 euro a nucleo familiare, ed una singola ricarica telefonica di 15 euro all’arrivo.

Su 146,6 milioni di euro spesi nel 2014 per l’accoglienza, la frazione più elevata (quasi il 40%) è destinata ai costi del personale, cioè al pagamento degli stipendi dei lavoratori che operano nell’ambito della protezione e dell’accoglienza.

I migranti affrontano viaggi lunghi e pericolosi: attraversano mari e deserti in condizioni umanamente inaccettabili, a volte per raggiungere qualcuno che li aspetta o, altre volte lasciando dietro di sé parenti, nella speranza di riuscire a provvedere al loro sostentamento economico una volta giunti in Europa. Il cellulare è perciò indispensabile per comunicare con la propria famiglia; grazie a questo, i migranti hanno la possibilità di scambiare informazioni ‘di servizio’ sulle rotte ed i rischi che incontreranno nel percorrerle.

La tecnologia e l’utilizzo dei social network sono di vitale importanza nei viaggi dei migranti, come sottolinea uno studio condotto da Open University che sottolinea come la mancanza di informazioni li spinga ad affidarsi a soluzioni illegali e pericolose. Senza dimenticare che solo grazie alle immagini catturate di nascosto, siamo al corrente delle torture a cui i migranti sono sottoposti sia mentre attendono di imbarcarsi e sia una volta stipati nelle stive alla pari di merce, come se la vita non avesse alcun valore.

È per questi motivi che il cellulare è uno dei primi beni che una persona si porta dietro. Al loro ingresso in una struttura di accoglienza, chi arriva riceve solamente una ricarica telefonica (magari per comunicare ai propri cari che è ancora vivo).

Il rapporto pubblicato da SPRAR e Cittalia racconta le storie di rifugiati che hanno sfruttato le proprie conoscenze per avviare nuove attività commerciali, dalla ristorazione alla sartoria. In molti casi i profughi hanno anche contribuito a valorizzare il territorio ed i suoi prodotti tipici, organizzando start-up agricole e collaborando con cooperative locali. In altri casi ancora, i rifugiati hanno tenuto corsi di lingua gratuiti per italiani.

Nell’ambito del progetto ‘Sulle vene della Puglia’, i rifugiati hanno collaborato con alcune cooperative locali e con il comune di Martina Franca per la promozione turistica nella zona della Valle d’Itria, contribuendo a mappare il territorio per percorsi ciclabili lungo l’Acquedotto Pugliese ed a tradurre in diverse lingue le audio guide.

Per quanto riguarda l’assegnazione di case popolari, ovviamente, tra i criteri non compare la nazionalità. I parametri di cui si tiene conto sono il reddito, il numero dei componenti della famiglia, se superiore a cinque, l’età ed eventuali disabilità. I migranti, contrariamente a quanto ci viene raccontato, di solito sono svantaggiati perché giovani, in buona salute e con piccoli nuclei familiari poiché non ricongiunti. I dati dimostrano che solo una minima parte delle abitazioni messe a disposizione vengono assegnate a cittadini stranieri.

Infine, una ricerca dell’Istituto Universitario Europeo mostra come un’Europa senza migranti andrebbe verso un drammatico calo demografico, con conseguente insostenibilità del welfare.

Da anni la popolazione italiana è in diminuzione: si stima che tra il 2011 ed il 2065 “la dinamica naturale in Italia sarà negativa per 11,5 milioni e quella migratoria sarà positiva per 12 milioni”. La prevalenza dei decessi sulle nascite ed il conseguente bilancio naturale negativo troveranno soltanto “un parziale temperamento nei flussi degli immigrati”.

Secondo le ultime stime della Commissione Europea, nel 2015 in Europa c’erano quattro giovani per ogni pensionato, mentre nel 2060 ce ne saranno solo due. Gli autori della ricerca dell’Istituto Universitario Europeo scrivono “o gli stati europei chiudono le frontiere e accettano di vedere l’Europa pesare sempre meno in un mondo in crescita o si aprono alla migrazione e permettono all’Europa di crescere”.

Insomma, non solo il fenomeno migratorio non grava sulle casse dello Stato avendo un saldo positivo, ma è necessario per garantire la sostenibilità del nostro welfare.

Luca Ruggiero - ARCI Brindisi