(illustrazione di Valeria Puzzovio)

Le ultime notizie di cronaca giudiziaria locale hanno puntato i riflettori sulla Centrale Enel "Federico II" un impianto termoelettrico a carbone tra i più grandi in Europa situato a Cerano, a pochi chilometri da Brindisi. Le ceneri e altri scarti del di produzione non sarebbero stati smaltiti nel modo corretto, ma consegnati a 37 cementifici che avrebbero quindi utilizzato materiale non a norma di legge nei loro cicli. Gli accertamenti sul periodo 2010-2016 da parte delle autorità competenti sono in corso, ma la risposta di Enel Produzione è stata chiara nell'affermare la non pericolosità dei rifiuti smaltiti dalla Centrale.

Il caso rimanda al sempreverde tema della sostenibilità dell'impianto, che incrocia argomentazioni di tipo politico, economico e sociale in un tira e molla tra l'importanza strategica della Centrale per il fabbisogno energetico nazionale, la salvaguardia dei posti di lavoro, l'improbabile de-carbonizzazione, il rispetto degli accordi di Parigi sull'abbassamento delle emissioni di CO2 e il bisogno di garantire ai cittadini un diritto alla salute che, nei fatti, non sembra essere ascoltato.

(la centrale Enel di Cerano)

Vogliamo concentrarci su quest'ultimo punto mettendo mano al recente studio epidemiologico di ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente) in collaborazione con ARES PugliaASL di Brindisi e il coordinamento del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio.

L'approccio seguito è stato quello di coorte, ovvero un’osservazione della storia clinica di un numero di persone, circa 223000 residenti nell'area di Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Mesagne, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo, durato circa 2 anni, mettendo a confronto le manifestazioni delle patologie più comunemente correlate all’inquinamento con i dati raccolti riguardo il livello di attività delle industrie brindisine nel tempo (la stessa Cerano, ma anche il Petrolchimico Eni).

(Gli impianti di Versalis S.p.a.)

Il dato più rilevante è il picco di casi di malattie (tumori ai polmoni, al pancreas e altre patologie respiratorie e cardiovascolari) riferiti al 1997, anno di massima attività e quindi delle massime quantità emisse di PM10Benzo(a)pirene e COV (composti organici volatili); con successiva flessione nel fenomeno causata dai cambi produzione, proprietà e ritmi che si sono susseguiti negli anni. Diminuzione che comunque non ne ha eliminato completamente gli effetti, tendenza che suggerisce di continuare negli anni con il monitoraggio, in modo da potersi comportare efficacemente di conseguenza allo stato di salute dell’aria. 

Lo studio ha anche un risvolto sociale: secondo i modelli adottati, infatti, il tenore di vita è direttamente collegato con la durata e la gravità dell'esposizione: più si è poveri, più si abita vicino alle fonti di emissioni nocive. 

Aspettando una risposta dalle istituzioni a reagire sono, già da tempo, gli stessi cittadini, che con movimenti come NO AL CARBONE cercano di tutelare il loro diritto alla vita e alla salute attraverso manifestazioni ed iniziative di carattere culturale e divulgativo.

Per supportare quindi tali correnti, ARCI Brindisi si è interessata al progetto per la realizzazione del corto cinematografico “Aria Prima”, da parte dell’Associazione Virulentia, alle cui stesse parole (nella persona di Gaetano Mangia) lasciamo esporre le caratteristiche.

 

-       Qual è la storia dell’Associazione Virulentia?

Il nostro incontro avviene casualmente presso uno stage di cinema indipendente, curato dall’associazione “La Guarimba” di Giulio Vita. E’ stata la prima scuola di cinema dedicata alle produzioni low-cost, lì io, Marco e Luca ci siamo conosciuti. A fine scuola decidemmo insieme di costituire l’associazione culturale Virulentia per poter proseguire ciò che avevamo appreso durante la nostra esperienza. Da lì a poco tempo altri amici abbracciarono il progetto creando così un connubio tra professionisti ed appassionati di cinema. Abbiamo avuto modo di partecipare e di collaudarci attraverso l’esperienza TED entrando a far parte della squadra di Gabriella Morelli, l’organizzatrice a Lecce del format. La nostra grande ambizione rimane quella di misurarci con il cinema e con il suo processo creativo.

 

-       In cosa consiste il progetto “Aria Prima”?

Aria Prima è il nostro sguardo sulle vicende di una famiglia la cui quotidianità è interrotta da un evento inaspettato come quello della malattia. Il canovaccio potrebbe sembrare un classico, ma il modo in cui abbiamo deciso di raccontarlo lo rende, dal nostro punto di vista, del tutto originale. Il collante principale tra i personaggi sarà il respiro e i segni della malattia troveranno più posto nei sogni che nella vita reale. Sebbene nel corto non ci sia spazio per parole o dati numerici che aprano questo genere di discussione, noi puntiamo ad indurre alla riflessione mediante l’emotività e l’immedesimazione con personaggi, costruiti apposta per portare al loro interno un pezzettino di ognuno di noi. A fare da sfondo ci saranno i nostri luoghi, quelli che ci circondano e in cui viviamo. Quei luoghi in cui riteniamo giusto far partire questo grido.

 

-       Da quale bisogno nasce?

Come detto prima lo scopo è far riflettere su una situazione generale, ma la storia che racconteremo sarà ambientata nel brindisino, in particolare nei luoghi adiacenti alla centrale di Cerano. L’esigenza di raccontare questa storia nasce dalla nostra consapevolezza di cittadini di un luogo magnifico, in cui bisogna chiarire che l’inquinamento esiste. Nasce dalla voglia di guardare in faccia lo sfruttamento scellerato del nostro territorio, dalla voglia di prendere in analisi le conseguenze, spesso sottovalutate, che queste scelte hanno sulle singole persone. Per questo vogliamo raccontare dei momenti intensi, come quelli della malattia, che molto spesso vengono vissuti dal nucleo famigliare in completa solitudine. Vogliamo farlo perché troppo spesso questi drammi vengono sintetizzati come un numero statistico da usare per argomentare discorsi, più o meno costruttivi, in tv o nelle aule. Questi sono temi su cui tutti dovremmo spenderci in base alla propria predisposizione. Noi lo facciamo con il cinema.

 

(illustrazione di Silvia Trappa)

-       In che modo si svilupperà il progetto?

Dopo una lunga fase di scrittura a tre ci siamo avvalsi di uno sceneggiatore, a cui abbiamo portato la nostra bozza. Una volta rifinita ci è stato subito chiaro che questo era un film necessario. Avevamo l’obbligo morale di trovare le risorse per realizzarlo. Così abbiamo deciso di radunare le nostre conoscenze per far partire una campagna crowdfunding, nell’ambito della quale abbiamo coinvolto alcuni artisti che stanno realizzando delle cartoline ispirate al film. Abbiamo già individuato i probabili attori per i ruoli principali, per il resto avvieremo dei casting sul territorio. La fase di pre-produzione del film è iniziata da poco e ci porterà a stabilire più precisamente le scelte dei prossimi mesi. Tenendo conto che nel film ci sarà una componente onirica ed una reale che si alterneranno, abbiamo già ipotizzato le location per tutte le scene. La prima ci parlerà ad un livello conscio e la seconda si occuperà dell’inconscio. Allo stato attuale le riprese sono programmate quest’estate. E faremo tutto il possibile per mantenere questo programma.

 

-       Cosa serve affinché il progetto abbia davvero inizio?

Serve che questa necessità che noi sentiamo venga condivisa, che la scommessa che abbiamo fatto venga vinta. Con questa convinzione abbiamo messo a disposizione tutte le nostre competenze, dedicando molto tempo a questo progetto. Non volevamo fare un film già visto, ma al contempo volevamo farci capire. È stata dura, ma pensiamo proprio di esserci riusciti, ora la palla è passata alla platea del crowdfunding. L’unico ostacolo attuale è la riuscita della campagna, l’obiettivo che abbiamo prefissato è il budget minimo che servirà per coprire tutte le spese di produzione. Diciamo che per partire con il progetto ci serve solo che ci ripassino la palla.

(il logo di Virulentia)

 

-       Cosa ne vorreste ottenere come associazione e come singoli individui sensibili alle problematiche del territorio?

Come associazione ci siamo prefissati di comunicare attraverso il video e di farlo in libertà ed autonomia. A dirla tutta la speranza è quella di poter produrre ben più di un solo prodotto cinematografico. Siamo giovani anche associativamente parlando, ma le nostre competenze singole sono ben più profonde. Oltre i nostri progetti personali, cerchiamo un canale per unire le nostre idee e comunicarle senza committenti a cui far rifermento. Per quel che riguarda noi come singoli, la nostra volontà è che chi guarderà il film trovi sempre più appigli per risvegliare dentro di sé delle domande, sono le migliori per iniziare i veri cambiamenti. Vorremo portare lo spettatore al coinvolgimento ed alla riflessione e ad una sempre più completa consapevolezza e analisi dei luoghi, siano essi vicini o lontani.

È doveroso ricordare anche il recente film “Vento di Soave” del sociologo e regista Corrado Punzi, che racconta le vicissitudini di due agricoltori che vivono all’ombra della centrale di Cerano, un’ambientalista e l’addetto stampa della centrale.

VI lasciamo con una serie di link informativi sul progetto e sulla cronaca dei fatti più recenti riguardo gli argomenti appena trattati:

https://www.produzionidalbasso.com/project/aria-prima-cortometraggio/

http://www.virulentia.it/

http://noalcarbonebrindisi.blogspot.it/

http://www.brindisireport.it/video/intervista-ai-coordinatori-dello-studio-epidemiologico-commissionato-da-Ares-Puglia-e-Asl-Brindisi-sugli-effetti-delle-emissioni-industriali-sulla-salute.html

http://www.pugliain.net/cerano-enel-regione-audizioni/

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/brindisi/972860/enel-brindisi-11-indagati-per-la-cenere-ai-cementifici.html

 

Luciano Bellanova

 

Dopo un breve periodo di inattività torna la rassegna Raccontarci, una rubrica voluta dal direttivo Arci Brindisi per dar spazio alle storie delle associazioni affiliate al comitato territoriale.

Per l'occasione si è scelto di raccontare la storia dell'Eliogabalo, un circolo che prende vita nel 2011 a Fasano in un vicolo nascosto vicino corso Garibaldi.

Eliogabalo nasce dalla necessità di avere un posto dove potersi confrontare e dall'esigenza di colmare un vuoto culturale evidente. Il circolo ha un solo obiettivo: promuovere la socialità e la partecipazione dei suoi soci.

Il nome dell'associazione deriva all'opera di Antonin Artaud "L'eliogabalo, l'anarchico incoronato" capace di rappresentare al meglio lo spirito alla base dell'idea associativa. Tra le sue attività il circolo ha scelto di dissociarsi anche nella tipologia di musica che presenta durante i suoi eventi live. La musica per l'Eliogabalo è una nota importante che negli ultimi anni ha saputo rendere il suo punto forte coinvolgendo una nicchia di pubblico interessato all'ascolto di un determinato genere musicale fatto di ritmi coinvolgenti e mai mainstream.

Non solo musica ma anche cinema. Nel tempo, infatti, i soci hanno avuto modo di dar vita ad un cineforum e ad un progetto per i più piccoli: il cinema a merenda. Queste sono solo alcune delle iniziative autogestite nate dall'entusiasmo dei soci per dar vita a momenti di dibattito interno finalizzati allo scambio di opinioni e allo sviluppo di una coscienza sempre più critica e attenta verso tematiche sociali, culturali e ambientali.

Come spesso accade, la vita associativa è fatta anche di momenti difficili e complessi da gestire e per l'Eliogabalo la fine del 2017 rappresenta proprio uno di questi. L'associazione, infatti, è costretta a lasciare la sede operativa nel cuore di Fasano per far fronte a problematiche interne ed un ricambio generazionale ancora non del tutto completato.

Nonostante tutto, la comunità che nel tempo si è avvicinata al circolo fasanese oggi, 29 dicembre, ha scelto di ritrovarsi in un evento di musicale e condivisione conclusivo in compagnia dei Plof, un gruppo storico per l'Eliogabalo che animerà la serata con musica indie/sperimentale.

13707778 1004308293000585 8642507508172043919 n 9d9f7

Come ogni anno dal 2004, l’ARCI organizza dei campi rivolti a volontari provenienti da tutta Italia sui terreni confiscati alle mafie.

La filosofia dei ‘Campi della Legalità’ è restituire i beni confiscati alla comunità, renderli vivi e produttivi, animarli con iniziative formative ed informative sulla difesa della democrazia e della giustizia sociale. Una pacifica occupazione di questi spazi da parte di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una società libera da pratiche mafiose e corruttive.

Giunti all’undicesima edizione, i Campi 2017 saranno attivi in ben otto regioni italiane.

Quest’anno in Puglia il Campo è organizzato in collaborazione con l’associazione Libera, CGIL, SPI-CGIL, FLAI-CGIL, l’associazione AUSER e la Rete della Conoscenza Puglia. L’iniziativa si svolgerà a Tuturano, frazione del Comune di Brindisi, in una struttura che sorge su un terreno confiscato alla Sacra Corona Unita e che, attualmente, ospita un centro SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestito dalla Cooperativa sociale a mutualità prevalente ‘Solidarietà e rinnovamento’, anch’essa partner dell’iniziativa.

‘Ti scrivo l’antimafia…’ è rivolto ai ragazzi ed alle ragazze di età compresa tra i 16 ed i 35 anni e consiste in un laboratorio giornalistico finalizzato a creare un reportage, sotto la supervisione di professionisti del settore, grazie ad un percorso itinerante tra le provincie di Bari, Brindisi e Lecce che metterà in luce criticità e punti di forza dell’antimafia sociale.

Oltre agli incontri informativi ed ai laboratori formativi - strutturati in maniera interattiva e non formale con il coinvolgimento della giornalista Tea Sisto e dell’esperto in comunicazione sociale e social media Gianluca Sciannameo - e alle testimonianze dirette che si incontreranno lungo questo viaggio, non mancheranno i momenti di svago e divertimento per una settimana difficile da dimenticare.

Ti scrivo l’antimafia si svolgerà dal 26 giugno al 2 luglio. Per prenotazioni scrivere all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare alla referente Mariagrazia Pinto al numero 3284221868

Continua l'attività dei circoli ARCI nella provincia di Brindisi!

Anche nel mese di giugno eventi musicali, cinematografici, teatrali e artistici continueranno a ravvivare ed allietare le giornate sul territorio.

L'elenco, in continuo aggiornamento, è assolutamente da tener d'occhio:

- giovedì 1 giugno - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): dopo 6 mesi ritorna il ting prettamente Reggae/Danzhall targato ArciRoots, RING di ALARM. A portare le sonorità dall'isola caraibica PUSHMAN, uno dei soundkillah più affermati a livello nazionale e non. Per info clicca qui

- martedì 6 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): il tema della rassegna "Cinecronici" di questo mese sarà "sogno e realtà". L'ingresso sarà riservato come sempre ad i soci ARCI ed il costo del biglietto sarà di 3€. In piazza Orsini del Balzo 9, alle ore 20.30, il primo film sarà "Io & Annie" di Woody Allen (USA 1977, commedia, 94 min.)

- lunedì 12 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): per il tema “sogno e realtà” della rassegna Cinecronici, in piazza Orsini del Balzo 9 alle ore 20.30, verrà proiettato il film  “Figli delle stelle” di Lucio Pellegrini, con Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli. Ingresso 3€ riservato ai soci ARCI.

- martedì 20 giugno - Circolo ARCI Cabiria (Mesagne): alle ore 20:30 in piazza Orsini del Balzo 9, per il tema “sogno e realtà” della rassegna Cinecronici, verrà proiettato il film “L’amore non basta” di Stefano Chiantini, con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Tiberi, Rocco Papaleo, Marit Nissen, Alessandro Haber. Ingresso 3€ riservato e ai soci Arci.

- venerdì 23 giugno - Circolo ARCI Roots (Cellino San Marco): Cellino San Marco ospita la sesta tappa del Freestyle rap contest organizzato da Da Mic Dojo in collaborazione con ARCI Roots. Per info clicca qui

- domenica 25 giugno - Circolo ARCI La Factory (San Pietro Vernotico): Dalle ore 10, sui muri del PALASPORT di Via Ancona, ci sarà la Cat Krew e il meglio della scena salentina e non per PESCHE FRESCHE Vol.2 Collateral Art Project | Graffiti Convention, un altro evento di graffiti e cultura Hip Hop! Per info clicca qui

BeFunky Collagex 6c1ef

Dopo aver conosciuto il Circolo ARCI Roots di Cellino San Marco, per la rassegna ‘Raccontarci’ siamo andati a Mesagne. Dopo esserci persi per i vicoletti del centro storico, siamo arrivati in Piazza Criscuolo, una raccolta piazzetta che ospita il circolo ARCI La Manovella.

La nostra attenzione è stata subito rapita dalla laboriosità di Laura e Stefania alle prese con un attacco di ‘giardinaggio creativo’. Un pannello con travi di legno, abbellito da vasi di piante e fiori con occhi e bocca dipinte, a segnalare che nello spazio che stavamo per visitare è possibile condividere e scambiare libri e fumetti. Di fronte la porta d’ingresso, anch’essa oggetto delle attente e minuziose cure di Gabriele, il vicepresidente del circolo.

IMG 0052x c3e7c

Una volta entrati nel locale leggermente interrato siamo rimasti subito travolti dal calore dell’ambiente, ben inserito nel contesto del centro cittadino, con richiami alle tradizioni della nostra terra mescolati a quelli etnici e della cultura africana. I sorrisi che ci hanno accolto, ci hanno fatto subito sentire a casa.

Ad attenderci c’era il presidente del circolo, Giuseppe Aresta, col quale è iniziata una lunga ed interessante chiacchierata.

IMG 0051x 20c36

Il circolo ARCI La Manovella ha una lunga storia, essendo nato nel 2008 come associazione culturale di promozione sociale per favorire la lettura attraverso la mostra, il prestito e lo scambio di fumetti e libri, nuovi e usati.

Col tempo, l’associazione è cresciuta incrementando il proprio raggio d’azione in campo teatrale, cinematografico, musicale ed artistico, grazie al contributo dei numerosi soci ed alla collaborazione con le altre realtà attive sul territorio nei medesimi settori. La Manovella ospita spesso esposizioni artistiche e concerti di musica dal vivo.

IMG 0045x 3880e

Negli ultimi anni il circolo si è dedicato all’organizzazione di corsi di lingua straniera e di lingua italiana per migranti, oltre a corsi d’insegnamento di strumenti musicali, a corda come la chitarra ed il violino e a percussione come il tamburello ed il djembè. Ciò ha favorito pratiche di cittadinanza attiva e partecipazione dal basso, creando una rete sul territorio che ha permesso lo sviluppo di numerose relazioni interpersonali.

Il fermento e la dinamicità dei tanti soci che vivono lo spazio, porta all’emersione di idee e proposte sempre nuove. L’intenzione è quella di rafforzare l’impegno associativo in attività formative e incontri culturali, che molto già hanno dato al circolo, e nello sviluppo di laboratori indirizzati ai più piccoli.

IMG 0047x 36582

È difficile comunicare per iscritto le vibrazioni positive che ci ha trasmesso quel luogo e le belle persone che lo animano. Possiamo però assicurare che, tra un racconto e l’altro, si è fatta sera prima che potessimo accorgercene.

Andare a La Manovella fa venir subito voglia di tornarci.

 

Luca Ruggiero - foto di Nicola Giulivo